Nel Moleskine oggi c’è… Uno stallo mortale di Robert Dugoni
Finito.
È la prima parola che mi viene da scrivere sul moleskine dopo aver chiuso Uno stallo mortale di Robert Dugoni, edito da Indomitus Publishing-
Finito il libro, certo.
Ma non ancora del tutto quella sensazione di tensione che mi ha accompagnato mentre leggevo.
Un buon thriller, secondo me, deve fare proprio questo: lasciarti con il fiato un po’ corto. Deve farti guardare l’orologio e pensare ancora una pagina. E poi un’altra. E magari un’altra ancora.
Con Tracy Crosswhite è successo.
Mi è piaciuta subito. Non soltanto perché è una detective, perché sa essere lucida, coraggiosa e determinata. Mi è piaciuta perché sotto quella corazza c’è una donna che porta con sé ferite, paure, ricordi e affetti. Una donna che deve affrontare un passato che torna a bussare proprio quando pensava di poter finalmente respirare.

E forse è proprio questo che amo delle protagoniste femminili nei gialli e nei thriller. Riescono a riempire la storia di qualcosa in più.
Ansia e coraggio, delicatezza e forza, fragilità e determinazione
Tracy è tutto questo insieme.
Dugoni costruisce attorno a lei un gioco del gatto e del topo che non concede troppe pause. Erik Schmidt è una presenza che incombe, anche quando non è lì. E mentre le pagine scorrono, quella sensazione di pericolo cresce lentamente, fino a diventare quasi fisica.
Chi sta dando la caccia a chi?
È una domanda che mi sono ritrovato a farmi più di una volta. E quando un libro riesce a farmi entrare così dentro la storia, per me ha già fatto centro.
Sul moleskine, accanto al titolo, oggi lascio una piccola annotazione:
“Questo thriller mi ha tenuto sveglio.”
E non è poco.
Perché tra tanti libri che si leggono e poi si dimenticano, ci sono quelli che, per qualche ora, riescono a farci vivere dentro un’altra vita.
Quelli che ci fanno paura.
Quelli che ci fanno correre.
Quelli che ci fanno voltare pagina con il cuore un po’ più veloce.
Uno stallo mortale è stato uno di quelli.

